EGEA
Una luce sulla memoria
- Fertilia -

Chi siamo

Chi siamo

La Cooperativa Sociale Solomare nasce con lo scopo di restituire ad un'area ormai abbandonata, la sua storica e naturale bellezza, riportando alla luce una parte di storia celata volutamente ed in parte dimenticata. Il "fatto umano" è l'elemento che contraddistingue il nostro progetto, in tutta la sua forma, innanzitutto impegnando al lavoro soggetti svantaggiati, attività che svolge dal 2015 attraverso il recupero dell'area, di cui oggi tutti i cittadini possono usufruire, disotterrando non solo rifiuti accumulati per anni,ma anche la storia e le sofferenze di un popolo scacciato con violenza dalla propria patria e diventato colonizzatore , che con amore impegno e sacrificio hanno dato origine a quello che oggi "FERTILIA" è diventata.

Nel 2017 il lavoro è proseguito con il restauro conservativo di una porzione di quelle che una volta erano le Ex Officine EGAS, oggi restituite alla fruizione collettiva e trasformate nella “Porta di accesso” e nel“Centro” di quello che è il progetto di un ECOMUSEO, che i soci della SOLOMARE stanno avviando e checontano di poter inaugurare a partire dalla primavera del 2020.

FERTILIA CITTA’ DI FONDAZIONE

Fertilia è una “Città di Fondazione” fra le più importanti e significative a livello nazionale. Nata a partire dal Marzo del 1936, data in cui fu posata la prima pietra, ha visto interrotti i lavori di edificazione nel 1940 a seguito dello scoppio del secondo conflitto mondiale. In quel momento gli edifici e le infrastrutture non erano stati completati, quindi per lunghi anni rimase disabitata. A partire dal primo dopoguerra, e precisamente dal 1946 qui giunsero quindi gli Esuli di Fiume, Istria e Dalmazia che, dopo un lungo lavoro, fatto di sudore e fatica, ne completarono la costruzione e la abitarono.

LE EX OFFICINE

Le Ex Officine si possono considerare a pieno titolo parte del primo nucleo insediativo che fu realizzato nell’area ben prima della nascita di Fertilia. Infatti, a partire dal 1927 questo immobile, facente parte del “Villaggio Calik”, divenne il nucleo operativo dei lavori di bonifica della Nurra e del sistema della Laguna del Calich. Qui, infatti i fabbri ed i carpentieri riparavano i mezzi e le attrezzature utilizzate per le operazioni dibonifica e per supportare i lavori della grande draga a carbone che lavorava alla riqualificazione della Laguna.

A seguito dell’arrivo degli Esuli Giuliano Dalmati quindi questa struttura venne utilizzata dapprima come scuola e subito dopo venne utilizzata per ospitare le OFFICINE che in parte erano destinate alla carpenteria metallica ed in parte alla Falegnameria che nel breve divenne un Cantiere Navale da cui nacquero numerose imbarcazioni da pesca e da “passeggio”, e da cui nacque la prima imbarcazione utilizzata per il trasporto dei turisti alle Grotte di Nettuno, attività che diede il via alla vocazione turistica della Città di Alghero.

IL TEAM DEL PROGETTO EGEA

MAURO ROSSETTO - Curatore del Museo - Scarica il Curriculu Vitae
STEFANO TEDDE - Ricerca dei contenuti - Scarica il Curriculu Vitae

Il Progetto EGEA

PROGETTO EGEA

Il Progetto Egea nasce dalla volontà di non dimenticare la STORIA e le vicende umane di Uomini e Donne che, loro malgrado e senza averne responsabilità, pagarono sulla loro pelle e con il loro dolore il prezzo di una Guerra (la seconda Guerra Mondiale) che tutta l’italia perse. Costretti ad abbandonare tutti i loro averi, la loro casa, in molti casi i loro cari e costretti a scappare a causa delle disumane persecuzioni da parte dei “Vincitori”, giunsero in un’Italia che per decenni li dimenticò volutamente.Eroi che, nati Italiani, scelsero una seconda volta di rimanere tali, con il duro lavoro e con grande dignità hanno saputo costruire per se stessi e per i loro figli un futuro lontano dalle loro terre natie. Oggi a loro dedichiamo questo progetto e questa volontà di ricongiungere i fili dei legami spezzati e di mantenere sempre accesa una luce sulla memoria del loro grande vissuto.

EGEA HAFFNER

Il Museo prende il nome da una bambina che è stata per lunghi anni icona di questa vicenda umana. Una bambina che con la sua valigia, che testimonia in modo immediato il “Viaggio” verso l’ignoto che avrebbe dovuto compiere all’età di circa 6 anni. Nella fotografia, scattata dall’ Zio poco prima della Partenza da Pola, è esposto un cartello che in qualche modo la ha resa famosa nel mondo. Il cartello, che cita Esule Istriana n. 30.001, evidenzia che l’Esodo, che nel complesso ha interessato ben oltre 300.000 italiani, per quanto riguarda Pola aveva costretto a partire quasi tutti gli abitanti Italiani di Pola, che erano appunto circa 30.000. Ad Egea Haffner, che oggi il lungo viaggio passato anche per il Campo Raccolta Profughi di Cagliari ha portato a Rovereto, abbiamo dedicato questo Museo, in rappresentanza di tutti quei bambini che, senza alcuna colpa, oggi si trovano ad essere testimoni viventi di un momento storico tra i meno conosciuti della nostra storia contemporanea.

RIUNIAMO I FILI DELLA NOSTRA STORIA

Il progetto nasce con l’auspicio di ricreare, attraverso una ricerca storica, bibliografica ed archivistica, ma anche attraverso il coinvolgimento diretto di tutti coloro che sono eredi o testimoni viventi di questo “POPOLO”, di un vero e proprio “Censimento” della Comunità Giuliano Dalmata oggi sparsa per tutti i 5 Continenti.
UNA LUCE SULLA MEMORIA Vorremmo quindi raccogliere e rendere fruibili e conosciuti a tutti i nomi, le fotografie, le storie, gli aneddoti, le tradizioni e tutto ciò che ci sarà possibile raccogliere riguardo questi 350.000 Esuli ed i loro familiari. In modo da rendere Immortali le loro storie ed impedire che, con la loro scomparsa cali il silenzio sulle loro e sulle “Nostre” vicende.
FERTILIA CAPITALE DI UNA NUOVA VENEZIA GIULIA Fertilia quindi diventerebbe in questo modo la “Capitale” di una nuova PATRIA VIRTUALE, di una nuova Venezia Giulia, provando ad offrire a tutti coloro che hanno vissuto questa esperienza la possibilità di provare la sensazione di “tornare a casa”.

UN PONTE CHE CI UNISCE

Il Ponte Romano di Fertilia, realizzato in epoca medievale sulle fondamenta di un precedente ponte Romano, rappresenta la metafora di questo progetto che tende a rappresentare la dimensione cosmopolita di questo lembo di terra di Sardegna che è passato dalle dominazioni Romane e Catalane all’arrivo dei Ferraresi che hanno lavorato duramente alla bonifica della Nurra ed al successivo arrivo degli Esuli di Fiume Istria e Dalmazia, cui ovviamente si sono uniti coloro che erano già presenti. Un territorio che ha fatto di Integrazione e Migrazioni la sua storia che è inscindibile da quella del Mare, della Laguna e della Terra che dall’intervento dell’uomo è stata plasmata e resa così meravigliosa. Un Messaggio di speranza, di prospettiva e di apertura col mondo quello che vede in Fertilia un vero e proprio “PONTE” fra passato e presente, fra mondi diversi, fra culture diverse e tra storie e tradizioni che la rendono una vera e propria “CITTA’ MUSEO”.

ECOMUSEO, AMBIENTE E UOMO

EGEA quindi diventa un sistema museale moderno, che supera gli schemi tradizionali, e che intreccia in modo indissolubile le storie degli uomini, le trasformazioni di un’ambiente naturale da questi reso “mansueto” ed un ecosistema incredibilmente ricco ed entusiasmante quale quello della costa che va da Fertilia a Capo Caccia ed oltre. Un vero e proprio ECOMUSEO, nel quale anche la dimensione umana ed antropica diventa elemento di coesistenza perfetta con l’ambiente naturale, così come le “terre redente” della Nurra sono diventate rigogliose grazie al lavoro di recupero di ciò che in precedenza non era altro che una palude malsana.

SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO

Anche il cibo quindi diventa vettore di cultura e tradizione, attraverso il recupero di antiche ricette e di cibi tradizionali. Un “luogo” in cui i sapori ed i profumi uniscono popoli di tradizioni diverse e riportano il visitatore a riscoprire quei sapori e quei prodotti “poveri” ed a Km Zero, che con la loro genuinità e con la loro stagionalità regalano emozioni e fragranze ormai dimenticate.

TRA MARE E LAGUNA

Altro elemento di congiunzione quindi è legato alla posizione dell’ECOMUSEO, in un ambiente di collegamento tra il mare, e la Laguna, che rappresenta un ecosistema delicato ed al contempo di una ricchezza infinita. Nursery per numerosissime specie ittiche ed ittiofaghe, questo particolare ambiente è ricco di biodiversità ed offre ad un visitatore attento ed interessato esperienze uniche ed inaspettate.

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Cooperativa Solomare
SS127bis, 21, 07041 Fertilia SS
[+39] 079 93 01 18
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per evitare che le vicende storiche che hanno portato alla nascita della Città di Fondazione di Fertilia, ed ancor prima di quello che venne denominato Villaggio Calik, vengano dimenticate e con esse le vicende umane delle Donne e degli Uomini che, scappati dagli eccidi che si consumavano nelle proprie terre natie in quello che una volta era il Nord-Est Italiano, hanno dovuto cercare in ogni angolo del pianeta la loro nuova “Casa”.

UN MUSEO PER RIUNIRE I FILI DELLA MEMORIA

di un intero Popolo di veri e propri Eroi (oltre 300.000 Donne, uomini e bambini) che sono stati sparsi per tutti i 5 Continenti a causa di questo “Esodo” di prporzini bibliche e che, grazie a questo progetto, possono ritrovarsi in una nuova Patria Giuliano –Dalmata di cui Fertilia diventa la Capitale virtuale.




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